DOLOMITI, PATRIMONIO DELL’UMANITÀ

Le Dolomiti sono da oggi parte del Patrimonio mondiale dell’umanità, portando a 44 il numero di siti Unesco in Italia.
Lo ha deciso la 33esima sessione del Comitato dell’Unesco, riunita a Siviglia.

“Con l’iscrizione delle Dolomiti, i siti Unesco italiani diventano 44: un primato mondiale raggiunto anche grazie all’impegno e alla cura che la comunità dolomitica, per generazioni, ha messo nel preservare e valorizzare questo affascinante arcipelago corallino”, spiega in una nota Luca Zaia, ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, dichiarandosi orgoglioso “da veneto e da ministro” del riconoscimento di questa “splendida merlatura nel paesaggio della regione” come patrimonio mondiale dell’umanità.

CORTINA D’AMPEZZO

Le Dolomiti prendono il nome dal naturalista francese Déodat de Dolomieu (1750-1801) che per primo studiò il particolare tipo di roccia predominante nella regione carbonato doppio di calcio e magnesio (MgCa(CO3)2), battezzata in suo onore dolomia.

Le Dolomiti (anche dette Monti pallidi) sono una sezione alpina delle Alpi Orientali italiane. Circa il 70% di queste montagne sono comprese all’interno della provincia di Belluno, il restante è distribuito fra le province di Bolzano, Trento, Vicenza, Udine e Pordenone.

Il paesaggio attuale, spigoloso e ricco di dislivelli, appare come un crogiuolo disordinato di rocce che nulla ha a che fare con le barriere coralline. A determinare tale trasformazione sono stati i piegamenti e le rotture delle rocce lungo piani di scorrimento (faglie), ai cui movimenti corrispondono altrettanti terremoti; episodiche esplosioni vulcaniche e relativi depositi; erosioni differenziali legate agli agenti atmosferici e ai piani di debolezza insiti nelle rocce.

L’innalzamento delle rocce dolomitiche è tutt’ora in corso. Oggi le Dolomiti mostrano il biancore dei carbonati di scogliera corallina, l’acutezza di rocce coinvolte in orogenesi recenti, le incisioni di potenti agenti esogeni (ghiacciai, vento, pioggia, freddo-caldo).

Per quanto riguarda le dolomiti ampezzane sono costituite dai seguenti gruppi: Gruppo delle Tofane, Gruppo del Nuvolau, Gruppo del Cristallo e Gruppo del Sorapiss.

LAGHI E PASSI

I LAGHI

Una visita ai laghi di alta quota rappresenta una sicura occasione per camminare in ambienti salubri, attraversare folte pinete, superare estensioni di alti pascoli guadare torrenti e ruscelli, talora attraversare vedette innevate. I panorami sono sovente “mozzafiato” e cambiano frequentemente a seconda dei versanti.

I laghi costituiscono meta di escursioni, a volte semplici, a volte impegnative sia per lunghezza che per difficoltà di percorrenza. Alcuni sono il punto di passaggio sulla via di rinomati rifugi alpini, altri sono sperduti in mezzo alle cime dei monti: tutti rappresentano un colpo d’occhio di assoluto riguardo e danno risalto alla natura circostante.

Il lago di Misurina è il lago naturale più grande del Cadore e si trova a 1.754 m s.l.m. a Misurina, frazione di Auronzo di Cadore (Belluno). Il perimetro è di 2,6 km mentre la profondità è di 5 metri.

Le particolari caratteristiche climatiche dell’area intorno lago rendono l’aria particolarmente adatta a chi soffre di patologie respiratore. Infatti, nei pressi del lago si trova l’unico centro in Italia per la cura dell’asma infantile. A nord del lago, prendendo la strada che porta alle Tre Cime di Lavaredo, si trova il lago Antorno.

Per informazioni visitare

I PASSI DOLOMITICI

Il Passo Cimabanche (o Cima Banche, in ladino Sórabànces, in tedesco Im Gemärk) è un valico alpino delle Dolomiti posto a 1.529 m s.l.m. e situato tra il massiccio della Croda Rossa d’Ampezzo a nord e quello del Cristallo a sud. Il passo è lungo 15 km al 2,2% di pendenza sul versante cortinese, mentre misura 16 km al 2% su quello pusterese. Il dislivello complessivo è di 590 m.

Congiunge Cortina d’Ampezzo, celeberrima località turistica e stazione sciistica di fama internazionale nella Conca Ampezzana, nella provincia veneta di Belluno, lungo la val di Landro, con Dobbiaco, situata in Val Pusteria nella Provincia di Bolzano.
Pochi metri a sud del passo, si trovano due piccoli laghetti: il lago Bianco a est, e il lago Nero a ovest.

Il Passo di Falzàrego (in ladino Fouzargo, 2.109 m s.l.m.) è un valico alpino del Veneto, in provincia di Belluno, che mette in comunicazione l’alto Agordino con Cortina d’Ampezzo tramite la Strada Statale 48 delle Dolomiti, una delle principali arterie di comunicazione delle Dolomiti.

È situato pochi chilometri a sud del confine con il Trentino-Alto Adige, al quale è collegato tramite il Passo di Valparola, fra il Lagazuoi e il Nuvolau. In posizione dominante rispetto al passo, si trova a quota 2.477 m il Forte Sasso di Stria, una fortificazione della prima guerra mondiale. Il forte in realtà non fu mai completamente ultimato, anzi sono stati ultimati solo i basamenti del forte e alcune postazioni.

Il nome Falzarego deriva dal ladino fàlza régo, ossia “falso re”. Questo appellativo si riferirebbe ad un leggendario sovrano del regno dei Fanes, che avrebbe usurpato il trono al suo legittimo detentore e si sarebbe successivamente tramutato in pietra per aver ingannato il proprio popolo.

Il Passo Falzarego è fra i famosi passi dolomitici percorsi varie volte nel corso degli anni dal Giro d’Italia e resi celebri dalle imprese: su questo passo per la prima volta Fausto Coppi sconfisse Gino Bartali in una scalata montana, nel Giro del 1946.